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Tornata ieri (era ieri?) no aspetta, l'altro ieri, da Strasburgo.
Quattro giorni di pioggia maledetta... maledettissima!!!
Trenta ore di autobus in quattro giorni... da suicidio...
Due serate\nottate passate male: la prima perchè stanchi, la seconda per pianti ( non miei, di altre due ragazze che, per carità, per quanto io sia buona,alle tre di notte mi viene l'istinto di buttarle fuori dalla mia stanza a calci in culo ).
Quattro giorni di pasti schifosissimi, a parte la super fetta di torta al cioccolato presa a Colmart che mi ha fatto addentare il paradiso dei golosi...
Quaranta ore senza dormire. Dalle sette di mattina del terzo giorno alle undici di notte del quarto, quando ho appoggiato la testa sul cuscino del mio letto italiano.
E di queste quaranta ore, le ore notturne le ho passate girando per camere, facendo scherzi telefonici, mangiando, giocando a carte e facendo la lotta con i cuscini con i miei amici A. e G. Tutto condito da risate ed incontri con compagni strafatti di ganja che avevano allucinazioni e si credevano marines...
E una, una sola birra offertami dal sindaco del mio paese che ci ha accompaganti in gita...
Beh insomma, la gita è andata abbastanza bene, più che altro la cosa che mi ha dato più fastidio è stato il Bianconiglio di quel prof che continuava a dirci "svelti svelti che siamo in ritardo!!"

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E' da un po' che non aggiorno... La scuola e lo studio assorbono molto del mio tempo. Per fortuna le sedute di fisioterapia stanno per finire quindi sarò meno di corsa.
Ogni tanto rileggo un post a caso, ripenso a quei momenti e sorrido. Sì, sorrido. E' il mio passato, non mi può più toccare: i momenti brutti sono solo segni sulla mia pelle che lentamente se ne vanno, i momenti belli invece... Fà piacere ricordarli, ricordare come mi sono sentita, le emozioni così amplificate... piacevole.
Lo so, questo blog non lo leggono in molti e a me va bene così, non scrivo in rete per far leggere la mia vita, scrivo in rete perchè è un qualcosa di staccato da me, rinchiudo i brutti momenti nei post per poi, a tempo debito, rileggerli e sentire, felice, che la cosa che mi ha fatto star male ora è segregata in un angolo del mio Io e non si fa più avanti.